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Papà

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Ai papà con la P maiuscola, a quelli che ti hanno insegnato a camminare, ma che ti hanno sempre preso per mano e guidato quando ne avevi bisogno.
Ai papà che avrebbero voluto dare di più, ma non hanno osato, a quelli che hanno osato e non sono stati capiti, non subito almeno, ma poi il loro insegnamento è stato fondamentale.
Ai papà che ci hanno raccontato mille storie, a quelli che ci hanno suonato mille volte la stessa melodia, che noi tanto amavamo, a quelli che ci hanno interrogato prima di una interrogazione, a quelli che ci hanno fatto volare, in alto, più in alto e a noi sembrava davvero di toccare il cielo.
Ai papà che tornavano tardi dal lavoro, ma quando c'erano erano
impeccabili.
Ai papà che hanno dato tutto l'amore che avevano per noi, a quelli che ci hanno provato, a quelli che se ne sono dimenticati, a quelli che non hanno mai smesso.
Ai papà che hanno dovuto fare da mamma e alle mamme che hanno dovuto fare da papà.
Alle coccole, ai grattini, alle foto a colori …

La cura

Chiamami solo se hai qualcosa di divertente da dire, se hai solo cazzate da raccontare, se vuoi non prendermi sul serio e quindi hai voglia di scherzare prendendomi in giro, dicendomi che sono il contrario di quello che realmente sono.
Chiamami solo per questo, per la leggerezza, per capire se sono ancora in grado di sorridere e capirlo dalla tonalità della mia voce.
Allora si, chiamami.
Non chiamarmi per tutto il resto, per altro lasciami un messaggio in segreteria telefonica, che non ho, mandami un messaggio vocale che non ascolterò oppure non fare nulla, capirò.

Non siamo pronti, non lo saremo mai, perché anche quando sai che il colpo sta arrivando, non è che quando arriva fa meno male solo perché lo avevi visto arrivare. Quindi si, è inutile raccontarsela, credere che siamo in grado di accettare le cose, perché per quello ci vuole molto tempo e a volte neanche quello è sufficiente.
Perché ci preoccupiamo sempre, a volte troppo.
Perché siamo vulnerabili.
Perché i segni ci confondon…

Buon primo compleanno...

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La tua è la prima volta di tutte le cose. Così come per me è la prima volta di tutte le cose con te. Dicono che con i secondi figli sia più facile, ma in verità io penso che può anche darsi che lo sia, ma la stanchezza raddoppia, le ore di sonno diminuiscono, la tua socialità svanisce così come la speranza di rientrare nei tuoi fantastici jeans.
Alcune cose si ripetono altre sono totalmente diverse perché anche se siete fratello e sorella ciò che vi unisce e separa è comunque un mondo.
Credo che si possa dire che più che tutto in discesa col secondo sai più o meno a cosa vai incontro, tant'e che molte cose passano in secondo piano, ti senti più leggero, spalle più larghe, indistruttibile.  I tuoi amici dicono che sei in super forma, che hai un volto rilassato... tu sorridi, anche se di super hai solo delle maxi maglie e rilassato è ormai un termine che non ha più significato per te. Eppure riesci a fare tutto e molto di più, mi sono sempre chiesta come le mamme potessero fare tut…
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Abbiamo cuori infranti, chissà da quanto. Eppure quando un cuore si spezza, non va mai in mille pezzi, almeno non visibilmente, si rompe, va in frantumi nella nostra testa, in luoghi "altri" dove lo percepiamo.
Rappresentano il cuore con una forma che non ha nulla a che vedere con ciò che è veramente, ma noi continuiamo a disegnarlo così, a rappresentarlo come di consueto. Se penso alle tante volte che mi si è spezzato il cuore bé non dovrei più averne uno, ma forse il bene guarisce ogni ferita che il cuore subisce e quindi un pezzo alla volta si rigenera, le parti spezzate si ricuciono, ma ciò non significa che siano guarite.
Riempiamo i vuoti che abbiamo per far si che il nostro cuore continui ad essere forte, pronto a tutto.
C'è un'arte giapponese, la tecnica kintsugi, che consiste nel riunire grazie all'uso di un metallo prezioso i frammenti di un oggetto rotto, esaltandone così le crepe della rottura. In questo modo l'oggetto prende nuova vita diventand…

Semplicemente noi, e non basta mai.

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Alcuni "vestiti" ci calzano stretti, non siamo fatte per il "ti calza a pennello!", ma per il "ti sta" ed è già qualcosa.

Non siamo quelle perfette, quelle che escono di casa che sembrano delle fotomodelle pronte al primo scatto, siamo quelle arruffate, dai capelli fuori posto, dalla matita messa male, dalle occhiaie troppo visibili. Non indossiamo abiti firmati e non siamo da "gonna e tacco 12", è già tanto se siamo riuscite a mettere in coppia le calze spaiate, ma non per questo non siamo femminili.

Non siamo super tecnologiche e non guardiamo il mondo dallo schermo, cogliamo gli attimi con gli occhi e anche se i ricordi saranno più brevi, saranno di sicuro nitidi e reali.
Ci nascondiamo troppo spesso dietro agli schemi, abbiamo perso il senso giusto delle cose.
Dicono che la vita sia social, che quello è il nostro futuro, sono perplessa.

Ci dicono cosa dobbiamo essere, cosa dobbiamo indossare, cosa dobbiamo dire per essere qualcosa, perché o…

Il di troppo

Mi chiedo se essere autentici sia cosa buona e giusta.
La gente per la maggiore mente, si inventa sentimenti, nasconde quello che è veramente, perché essere qualcun altro è più semplice che essere se stessi.

Se siamo noi stessi saremo giudicati, ci diranno che così come siamo non va bene, che siamo troppo. Troppo cosa? Che vuol dire essere troppo?
Uno è quello che è.
E invece quante volte ci siamo sentiti dire: sei troppo buona, gentile, troppo per me che cerco qualcuno di meno complicato, più terra terra.
Basta dire che non andiamo bene, che ad essere sempre troppo alla fine uno si stanca.

Siamo fatti di sentimenti e di emozioni, spegnerli diventa difficile, vogliamo essere compresi, ma non è mai stato cosi fino adesso.

Essere autentici significa essere così come siamo, con i nostri difetti, i nostri casini, il nostro essere unici e per questo diversi l uno dall altro.

Non si può piacere a tutti e a tutti i costi. Ognuno sceglie una parte che sa di poter amare e crea un puzzle unendo…

Finisce così....

Oggi si chiude un capitolo molto lungo della mia vita.
Dicono che quando si chiude una porta si apre un portone... bé io non mi aspetto nulla di tutto ciò, perché ricominciare non è mai facile, anche se sei quasi sicura della scelta fatta!
Bisogna in ogni modo rimettersi in gioco, cominciare da zero, ma soprattutto credere un Po di piu in se stessi e nelle nostre capacità e sentirsi sostenuti.
Detto tra noi, io preferisco passare per una porticina e lungo il cammino costruirmi passo dopo passo un portone... magari neanche ce la farò, ma è importante non correre e godersi ciò che davanti a noi ci aspetta.
Scegliere non è mai stato facile. Le scelte comportano dei cambiamenti e questi inevitabilmente, nel bene e nel male ci segnano.
Spesso decidiamo di cambiare perché qualcosa non va, non si tratta di un capriccio o di una scelta fatta all'ultimo minuto, ma di qualcosa maturato nel tempo.
Dicono in molti: "Sai cosa lasci, non sai cosa trovi"... io posso dire con tutta ones…